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Qualità dell’aria: partito all’Università di Parma il progetto europeo AWAIR

Al Campus Scienze e tecnologie la prima riunione dei partner italiani dell’iniziativa, coordinata da Arpae Emilia Romagna. Coinvolti 8 istituti ed enti europei. Obiettivo: monitorare la qualità dell’aria nelle nostre città per proteggere la salute umana

Parma, 12 settembre 2017 - È ufficialmente iniziato al Campus Scienze e tecnologie dell’Università di Parma, con una riunione di tutti i partner italiani, il progetto di ricerca Europeo AWAIR, mirato a definire metodi e strategie per monitorare ed eventualmente contrastare gli eventi critici ed estremi di inquinamento atmosferico.

Il progetto, finanziato da Interreg per una cifra totale di 1.936.000 euro, è coordinato da ARPAE - Emilia Romagna, e ha come partner italiani Comune di Parma e Consorzio CINSA (Consorzio Interuniversitario Nazionale per le Scienze Ambientali). L’Università di Parma è coinvolta con l’Unità locale del Consorzio CINSA, responsabile delle attività di comunicazione e divulgazione. Tra i partecipanti anche tre enti interessati ai risultati: l’Associazione per l’Aiuto ai Giovani Diabetici, L’Azienda Unità Sanitaria Locale di Parma e il Centro di Etica Ambientale.

Il valore del progetto è palese: i dati dicono infatti che molti casi di malattia, e anche decessi, dipendono dagli inquinanti atmosferici, e in tutta Europa si sente l’esigenza di superare le abituali misure con cui si cerca di limitare l’esposizione dei cittadini. Per questo è importante avere coinvolto altri paesi Europei oltre all’Italia, per concentrare le attività di ricerca su aree in cui ogni inverno si verificano gli episodi di inquinamento estremo, quelli che si associano al blocco del traffico, o alle limitazioni nell’uso del riscaldamento. Oltre a Parma, infatti, partecipano le aree cittadine e le municipalità di Budapest (Ungheria), Graz (Austria) e Katowice (Polonia), e l’ente di ricerca Helmholtz Zentrum di Monaco (Germania).

Poiché l’inverno sarà sicuramente il periodo più critico da seguire, il Comune di Parma e l’Università lavoreranno insieme per studiare strategie opportune per affrontare questi fenomeni.

Il progetto mira a mettere a punto nuovi metodi di monitoraggio, e nuovi indicatori che sappiano dire se le misure prese dagli amministratori locali sono efficaci in materia di riduzione delle emissioni di inquinanti. Soprattutto si farà attenzione alle fasce più vulnerabili della popolazione, per assicurare che siano proprio loro ad essere protette.

I prossimi tre anni ci diranno se il gruppo di 8 Istituti ed Enti che si è riunito sotto la guida di ARPAE sarà riuscito nell’intento. Il prossimo appuntamento si terrà a Bologna il 19 settembre, dove il progetto sarà presentato a un vasto pubblico alla presenza di tutti i partner italiani ed europei.

Il Consorzio CINSA, che partecipa con la Prof. Elena Maestri e il Direttore Prof. Nelson Marmiroli, entrambi docenti del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma, è un network di sei università e rappresentanti ministeriali; recentemente si è spostato dalla sede storica di Venezia a Parma, dove sta portando dentro l’Università e nel territorio una serie di importanti attività.

Pubblicato Martedì, 12 Settembre, 2017 - 11:45 | ultima modifica Martedì, 12 Settembre, 2017 - 17:32