L’Accademia Nazionale dei Lincei e la Fondazione “Guido Donegani” organizzano il Convegno “Micro e nanoplastiche: impatto, tracciabilità, strategie di mitigazione”, che si terrà a Roma nei giorni 8 e 9 aprile. Il Convegno, organizzato in collaborazione con CNR, Società Chimica Italiana, Associazione Italiana di Ingegneria Chimica, Associazione Italiana di Scienza e Tecnologia delle Macromolecole e Federchimica, vedrà la partecipazione della Prof.ssa Maria Careri con l’intervento su invito dal titolo “Micro e nanoplastiche: tracciabilità metrologica e sfide analitiche”.
La proposta del Convegno Linceo è basata sulla preoccupazione, condivisa dalle comunità scientifiche e dall’opinione pubblica, per la crescente presenza nell’ambiente di microplastiche e nanoplastiche provenienti da degradazione di materiali a base polimerica. La tematica è anche di grande rilevanza industriale, vista la diffusione di materiali polimerici in tutti i settori merceologici. Il Convegno affronterà la problematica con un approccio multidisciplinare, unendo competenze di chimica analitica e di chimica industriale, delle scienze ambientali e biologiche, così come nel campo medico e giuridico per la comprensione dei problemi per l’ambiente e la salute pubblica indotti da microplastiche con l’obiettivo di formulare possibili soluzioni.
Nella relazione a cura della Docente sarà sottolineato come, sebbene il rischio ambientale sia riconosciuto a livello globale, ad oggi le evidenze scientifiche conclusive sugli effetti avversi sulla salute umana siano limitate, a causa di significative lacune metodologiche nella misurazione dell'esposizione e nella comprensione degli effetti biologici a lungo termine. L’analisi di microplastiche e nanoplastiche rappresenta una delle sfide più complesse in diversi ambiti, con importanti implicazioni di carattere tossicologico, a causa della loro ubiquità, estrema eterogeneità (diverse composizioni polimeriche, forme irregolari), dimensioni ridotte, presenza a basse concentrazioni in matrici ambientali e biologiche complesse, potenziale adsorbimento di composti tossici o di microorganismi patogeni. Sono quindi poste rilevanti sfide analitiche nello sviluppo di metodi basati sulla combinazione di tecniche per la rivelazione, l’identificazione chimica delle forme polimeriche, la caratterizzazione fisica mediante tecniche di imaging e la quantificazione delle micro e nanoplastiche. E’ altresì essenziale una armonizzazione e standardizzazione dei metodi analitici per garantire risultati affidabili e confrontabili.
La Prof. Careri evidenzierà inoltre come ad oggi si osservino lacune metodologiche nelle condizioni di misura di questi inquinanti emergenti con una prevalente mancanza di validazione dei metodi mediante materiali di riferimento per la tracciabilità metrologica, con conseguente inaffidabilità dei dati analitici ed errori nell’interpretazione dei risultati. Carenze metodologiche rilevanti sullo sviluppo di metodi per la determinazione di micro e nanoplastiche nei tessuti umani sono state altresì riportate in una revisione critica di uno studio sul bioaccumulo di microplastiche nel cervello umano, evidenziando l’assenza di applicazioni di protocolli di controllo qualità rigorosi e di fasi di validazione.
Un primo passo verso la mitigazione di questo problema ambientale globale consiste nell’implementare sistemi di monitoraggio armonizzati e standardizzati con l’obiettivo di supportare l'elaborazione di politiche basate su dati affidabili e di azioni normative, quali il Regolamento (UE) 2025/2365 sulla prevenzione delle dispersioni di pellet di plastica per ridurre l’inquinamento da microplastiche. A tal fine, il progetto europeo PlasticTrace (EURAMET) coordinato dall’Istituto Nazionale per la Ricerca Metrologica (INRiM), al quale ha partecipato l’Università di Parma con la Prof. Careri come Principal Investigator, ha affrontato il problema della riferibilità metrologica dei dati con l’obiettivo di sviluppare e armonizzare metodi analitici per l'identificazione, la caratterizzazione e la quantificazione di micro e nanoplastiche rilasciate in alimenti e in matrici ambientali, in accordo all’EU Circular Economy Action Plan.
Ricerche del gruppo di chimica analitica coordinato dalla Prof. Careri sono in corso anche nell’ambito del progetto di sviluppo del Dipartimento di Eccellenza COMP-R “La sfida della complessità per lo sviluppo sostenibile: verso la Rigenerazione” in collaborazione con il Prof. Matteo Masino del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale.