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Il Dipartimento SCVSA studierà i LED organici all’interno del network di ricerca europeo “TADFlife”

Il fine è quello di aumentare efficienza e durabilità degli OLED, aprendo la strada a prodotti innovativi come schermi curvi o pieghevoli

Parma, 3 dicembre 2018 – Un gruppo di ricercatrici del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale (SCVSA) parteciperà al network di ricerca “TADFlife”, finanziato dalla Commissione Europea per 3.9 milioni di euro. Il network coordinerà il lavoro di giovanissimi ricercatori, che si occuperanno dello studio di LED organici (OLED) lavorando in un ambiente intersettoriale, multidisciplinare ed internazionale. Lo scopo ultimo è quello di aumentare efficienza e durabilità di questi dispositivi che trovano utilizzo negli schermi di televisori e smartphone, aprendo la strada verso prodotti innovativi quali schermi curvi o pieghevoli.

“TADFlife” è un Marie Słodowska-Curie Innovative Training Network (ITN) con 12 partner (Università, centri di ricerca e industrie da 7 paesi europei) e collaborazioni con 4 paesi extraeuropei (USA, India, Giappone e Corea). Per svolgere l’attività di ricerca saranno assunti 15 studenti di dottorato, due dei quali lavoreranno nei laboratori del Dipartimento SCVSA, sotto la supervisione di Anna Painelli, Francesca Terenziani e Cristina Sissa, e collaboreranno attivamente con gli altri ricercatori e studenti del gruppo di ricerca.

Il progetto, iniziato il 1° ottobre 2018, avrà una durata di quattro anni, durante i quali i quindici studenti parteciperanno ad un training strutturato in scuole e convegni, svolgendo attività di ricerca in ambito multidisciplinare e intersettoriale, con possibilità di frequenti scambi scientifici, e collaborando con centri di ricerca avanzati a livello internazionale.

Il progetto di ricerca parte da studi fondamentali per la comprensione della fotofisica dei materiali ed in particolare del processo della Thermally Activated Delayed Fluorescence (TADF) che, permettendo di trasformare gli stati non emissivi in stati emissivi, offre una strategia per aumentare l’efficienza degli OLED di un fattore fino a 4. Le implicazioni industriali di tale incremento sono enormi in termini di qualità dei futuri display, ma molto lavoro è ancora richiesto per ottimizzare le proprietà dei materiali per l’applicazione e soprattutto la loro durabilità.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito del network di ricerca TADFlife.

Pubblicato Lunedì, 3 Dicembre, 2018 - 18:13 | ultima modifica Giovedì, 6 Dicembre, 2018 - 18:47