Alma universitas studiorum parmensis A.D. 962 - Università di Parma Alma universitas studiorum parmensis A.D. 962 - Università di Parma

Parma, 12 marzo 2026 – È stata pubblicata su Nature Methods una ricerca internazionale che segna una significativa svolta nella digitalizzazione della biodiversità animale. Il lavoro è il risultato di una collaborazione scientifica internazionale che coinvolge anche l’Università di Parma, per la quale hanno partecipato il docente Donato A. Grasso e il ricercatore Daniele Giannetti del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale - SCVSA ed Enrico Schifani, che oggi è post-doc all’Institute of Evolutionary Biology dell’Università Pompeu Fabra di Barcellona ma che quando è stata realizzata la ricerca era dottorando Unipr.

Il progetto, intitolato Antscan, ha generato la più vasta collezione al mondo di modelli 3D ad altissima risoluzione di insetti, con oltre 2.200 scansioni di formiche appartenenti a centinaia di specie e coprendo una porzione ampia e rappresentativa dell’albero filogenetico delle formiche. Questi modelli consentono la visualizzazione dettagliata sia della morfologia esterna sia dell’anatomia interna, offrendo un dataset di valore senza precedenti per la ricerca comparativa, evolutiva, ecologica e funzionale.

Grazie alla microtomografia a raggi X da sincrotrone, basata su fasci generati da acceleratori di particelle, è stato possibile ottenere ricostruzioni tridimensionali dettagliatissime dell’anatomia esterna e interna degli esemplari - inclusi muscoli e organi - senza danneggiarli. Il risultato è un archivio digitale standardizzato destinato a diventare una risorsa di riferimento anche per studi futuri.

Il progetto ha inoltre integrato i dati morfologici con quelli genomici, collegando le scansioni 3D a sequenze genetiche di molte specie per esplorare i rapporti tra genotipo e fenotipo e comprendere meglio l’evoluzione, la funzione anatomica e le correlazioni tra struttura e habitat.

«Antscan rappresenta un salto di qualità nella documentazione della biodiversità: per la prima volta disponiamo di una libreria globale e standardizzata dell’anatomia delle formiche, accessibile e utilizzabile per studi evolutivi, ecologici e funzionali», spiega il docente Donato A. Grasso, co-autore dello studio. «La possibilità di esplorare in 3D, in modo non distruttivo e ad altissima risoluzione, sia la morfologia esterna sia l’anatomia interna di centinaia di specie apre scenari nuovi per la biologia comparativa e la valorizzazione delle collezioni naturalistiche. Ma l’innovazione va oltre le formiche: l’integrazione tra morfologia tridimensionale e dati genomici offre una piattaforma estendibile ad altri sistemi viventi, rafforzando le basi con cui interpretiamo l’evoluzione della biodiversità e fornendo strumenti concreti per la conservazione della natura e anche per applicazioni in biomimetica».

Tutti i dati prodotti dal progetto sono disponibili in open access attraverso il sito ufficiale dell’iniziativa e archivi permanenti garantendo la massima accessibilità, riutilizzabilità e tracciabilità nel tempo.

Il contributo dell’Università di Parma conferma il ruolo dell’Ateneo nelle grandi collaborazioni internazionali dedicate allo studio e alla conservazione della biodiversità, in un momento storico in cui documentare con precisione la vita sulla Terra è più cruciale che mai.

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